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09/10/2015 - 12:48:06 - NEOLAUREATI, C`È UNA SPERANZA: LE AZIENDE PRONTE AD ASSUMERE DI PIÙ
L`indagine annuale di Almalaurea: "Contano ancora motivazioni e conoscenze linguistiche". Verranno inseriti anche più di un giovane laureato senza esperienza: molti tirocini e apprendistati, 4 su 10 con contratti a tempo determinato. "Ma è ancora molto lontano l`incontro tra domanda e offerta"

Conoscenze linguistiche e motivazione danno ai giovani laureati più chance per il primo posto di lavoro. A certificarlo è Almalaurea che questa mattina ha pubblicato il report su "I neolaureati nel mondo del lavoro". Quali sono le caratteristiche e i titoli di studio preferiti dalle aziende per assumere neolaureati senza esperienza? E quali caratteristiche caratteriali devono avere i giovani in possesso di un titolo di studio superiore per avere più possibilità di acciuffare il primo impiego? E quanto conta l`università di provenienza? Il consorzio di università con sede a Bologna ha condotto una indagine sui giovani laureati entro il 2014. L`indagine ha raccolto il parere e le "opinioni espresse dai responsabili della selezione del personale di 256 aziende" industriali, dei servizi e del mondo agricolo. Che non mancano si segnalare l`immancabile divario fra caratteristiche ricercate dalle aziende e professionalità offerte dai laureati.

Quasi tutte - il 95 per cento - delle aziende che hanno contribuito al rapporto sono ubicate nelle regioni settentrionali e dell`Italia centrale. Pochissime le aziende meridionali, appena il 5 per cento. Ma la prima buona notizia è che soltanto l`8 per cento delle aziende interpellate non ha inserito negli ultimi anni neolaureati. Quattro aziende su dieci ne hanno inseriti da 1 a 5 e tre su dieci hanno inserito nelle proprie strutture da 6 a 20 giovani laureati. Come titolo di studio fa ancora la parte del leone la laurea magistrale o quella a ciclo unico: nel 77 per cento dei casi, soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni. E la seconda buona notizia è che cominciano a farsi largo anche i neolaureati in possesso della "sola" laurea triennale. Le aziende contano di coinvolgere sempre più giovani laureati: nel 52 per cento dei casi ne assumeranno, tra il 2015 e il 2016, fino a 5 senza esperienza. E una azienda su cinque si ripropone si spingersi oltre.

I titoli di studio preferiti sono sempre quelli dell`area ingegneristica ed economico-statistica. Ma come sono impiegate le new entry con la laurea nelle aziende italiane? Il grosso - il 56,5 per cento - sono inseriti in stage o tirocinio o con contratto di apprendistato, soprattutto nelle grandi realtà. E "soltanto" quattro giovani su 10 sottoscrivono un contratto a tempo determinato. Ancora pochi coloro che vengono assunti a tempo indeterminato. E in parecchi vengono "reclutati" con contratti di consulenza, collaborazione e lavoro a progetto. Tra le "tecniche" per contattare i giovani laureati le abitudini sono cambiate notevolmente. In primo luogo, le aziende si rivolgono "ai servizi di placement universitario, ai siti internet aziendali e i servizi di selezione offerti da AlmaLaurea".

Il vecchio annuncio sul giornale è sul viale del tramonto. Perché le grandi imprese "partecipano ad eventi pubblici di incontro tra domanda e offerta di lavoro come fiere, eventi, career day, ma anche l`utilizzo di social network o social media". Anche i centri per l`impiego (CIP) e il portale del ministero del Lavoro (ClicLavoro) non riscuotono grande successo. Tra i requisiti più richiesti dai responsabili delle risorse umane ritroviamo "il titolo di studio conseguito, le competenze linguistiche, l`obiettivo professionale e le ambizioni del candidato", spiega il rapporto Almalaurea. Seguono "le competenze informatiche, il livello di mobilità e disponibilità a trasferte, la regolarità negli studi, le soft skill (competenze trasversali), i punteggi agli esami e il voto alla laurea".

Meno importanti per le aziende le esperienze di studio o lavoro all`estero, la conoscenza del settore di attività dell`azienda ed eventuali lavori precedenti. Poco rilevanti ai fini del primo impiego nelle aziende interpellate anche master e dottorati conseguiti. E quasi nessuna importanza, assicurano i responsabili aziendali, viene attribuita all`ateneo di provenienza, al sesso o all`aspetto fisico del giovane in cerca di lavoro. Ma tra quello che cercano le aziende e le caratteristiche dei giovani laureati il gap maggiore - mismatch - si evidenzia nell`ambito degli "obiettivi e delle ambizioni professionali" dei giovani laureati, con uno scarto superiore a 30 punti percentuali. Seguiti dalla "conoscenza del settore di attività dell`azienda e dalle competenze trasversali".

"Il mancato incontro tra domanda e offerta - spiega Francesco Ferrante, curatore scientifico delle indagini AlmaLaurea - può essere dovuto a diverse cause; tra queste, oltre a percorsi formativi non adeguati, anche un`azione non efficace dei protagonisti del processo di selezione e di reclutamento, come per esempio gli intermediari del mercato del lavoro, che dovrebbero facilitare l`incontro tra le necessità aziendali e l`offerta di competenze da parte dei neolaureati". "La qualità del processo di selezione e inserimento occupazionale dei neolaureati - conclude Ferrante - è però influenzato anche da caratteristiche aziendali come la dimensione e la struttura organizzativa interna delle imprese, in particolare per quanto riguarda la gestione delle risorse umane". E riguardo al collegamento tra mondo del lavoro e università, i responsabili della selezione delle 256 aziende in questione hanno espresso dubbi sul "orientamento pratico degli insegnamenti universitari e sulle difficoltà nel comunicare ai laureati le reali richieste aziendali". E chiedono agli atenei di promuovere "una formazione universitaria più orientata alle esigenze aziendali, lo svolgimento di un maggior numero di stage durante gli studi e l`acquisizione esperienze pratiche utili ad un più rapido inserimento in azienda".
Fonte:[La Repubblica.it]
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